LETTERA APERTA “Per una alternativa anticapitalista nel Comune di Milano”

16 gennaio 2011 di

Con questa “lettera aperta”,  intendiamo sottolineare la necessità e l’urgenza di un dibattito ampio e partecipato sul tema della prossima scadenza elettorale per il rinnovo del consiglio Comunale e la carica di Sindaco nella città di Milano.

Riteniamo che sia opportuno cogliere questa occasione per un confronto fra tutti gli oppositori al governo di centro-destra (più di destra che di centro) della città, guidato dalla Moratti, che ha sostenuto esclusivamente gli appetiti redditieri dei “soliti noti”, legati alle grandi operazioni speculative immobiliari e finanziarie; appetiti suscitati anche da ciò che si è mosso e si muove intorno all’Expo 2015.

Milano, sotto il governo di centro-destra, è regredita in termini di innovazione, ricerca scientifica e cultura, di posti-lavoro stabili e sicuri per l’aumento abnorme del lavoro precario e infine, in termini di drastico peggioramento delle condizioni ambientali di vita della popolazione. In una recente classifica il capoluogo lombardo si colloca al 52° posto rispetto ad altre città metropolitane e viene citata come la città più inquinata d’Europa, seconda solo a Mosca! E’ pure la città più “cara” d’Italia ma non in termini affettivi!

A questo arretramento ha indubbiamente concorso la mancanza di una vera opposizione di sinistra rappresentante, in maniera chiara ed organica, gli interessi e le aspirazioni dei ceti sociali che non hanno altra risorsa umana che il lavoro salariato.

E’ evidente che il PD, col suo interclassismo dichiarato, la sua prospettiva di un improbabile “capitalismo buono, solidale”, si è collocato in una posizione centrale, moderatamente social-riformista, dello schieramento politico, lasciando un vuoto a sinistra che va colmato.

Un vuoto che non è stato riempito dai consiglieri di Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti italiani, la cui buona volontà non è comunque riuscita a superare la marginalità e la poca incisività della loro opposizione.

Per noi il terreno prioritario per riempire questo vuoto è la partecipazione attiva nel conflitto sociale tra sfruttati e sfruttatori, stando organicamente dalla parte dei primi;  ma perché rinunciare all’organizzazione di una rappresentanza diretta degli sfruttati nelle istituzioni del governo pubblico, non mediata dalle vecchie pratiche di delega ai politicanti di professione dei partiti tradizionali?

Sia chiaro, non stiamo proponendo un carrozzone elettoralistico con dentro vari soggetti politici che si spartiscono i posti in lista e chiedono un voto su un programma scritto da “esperti” a tavolino.

Nemmeno pensiamo di mettere insieme una generica “squadra degli onesti”, senza marcare chiari riferimenti di classe sia negli obbiettivi programmatici, che nelle pratiche amministrative atte a realizzarli.

Stiamo semplicemente sottolineando la necessità e l’urgenza di un percorso, certamente difficile e non privo di ostacoli, per la costruzione di una coalizione elettorale di sinistra fra tutti quei soggetti (movimenti politici, centri sociali, coordinamenti di lavoratori e lavoratrici in lotta, associazioni e comitati di persone, organizzazioni studentesche, singoli attivisti sociali, etc.) che svolgono nella città, sia pure in maniera frammentata e spesso separata,  un’attività  di resistenza e lotta al modello milanese di “città vetrina” del capitalismo. Proponiamo quindi di costruire insieme a tutti quei soggetti che hanno partecipato a manifestazioni, assemblee, mobilitazioni e lotte con forti contenuti anticapitalisti un’alternativa elettorale di sinistra a Milano, non solo al centro-destra con la ricandidatura a Sindaco di Letizia Moratti, ma anche ad alleanze col PD a prescindere da qualsiasi candidatura a Sindaco esse presentino. Il PD non è estraneo alle lobby del potere economico e finanziario milanese e rappresenta politicamente la faccia edulcorata del capitalismo che cerca di spegnere il conflitto di classe col “vogliamoci bene”, mentre sostiene accordi-capestro, tipo Marchionne, per la classe lavoratrice.

Noi comprendiamo benissimo il valore dell’unità a sinistra e della pressante richiesta che sale da moltissimi compagni e compagne, chiedendo il superamento dell’attuale frammentazione in piccoli orticelli. Non ignoriamo il fatto che le battaglie per il diritto ad un lavoro stabile e sicuro, ecologicamente innovativo, sia come prodotto che come sistema produttivo, per una casa economica e popolare alla portata delle tasche dei meno abbienti, per l’incremento della qualità sociale, ambientale e culturale della vita delle persone nella città e per lo sviluppo di organismi di democrazia diretta, di autogoverno fra le comunità cittadine, richiedono la più ampia unità possibile. Riteniamo però che in questa fase della storia milanese, egemonizzata dal liberismo fondamentalista, la convergenza più ampia sia da ricercare soprattutto fra chi dice di essere anticapitalista e al suo dire fa corrispondere il fare, ben sapendo che “sbagliare è umano ma perseverare è diabolico”.

La strada che stiamo indicando non si può percorrere senza un reale mutamento della pratica politica corrente. Occorre evitare di riciclare persone provenienti da precedenti esperienze amministrative fallimentari, professionisti della politica e collettori di clientele. Niente spazio insomma, a chi vuole utilizzare il momento elettorale per cercare di ritagliarsi, con scopi del tutto personali,  un posto privilegiato, sia pure marginale, nelle istituzioni del governo pubblico.

Siamo ben coscienti che per intraprendere un percorso di questo tipo è necessario approfondire molti argomenti inerenti alle contraddizioni sociali ed ambientali delle trasformazioni economiche e  territoriali avvenute a Milano negli ultimi decenni e sulle tendenze in atto, all’interno di un quadro più generale provinciale, regionale e nazionale. Argomenti che ci possono aiutare a formulare un progetto convincente, concreto e condiviso,  per il futuro della città di Milano e che lasciamo al confronto e al dibattito con chi è disponibile a fare con noi questo percorso.

Con chi sottoscriverà questo appello, riteniamo utile organizzare una Assemblea Pubblica per diffondere ulteriormente questi propositi e verificare, insieme agli interessati, il cammino ulteriore del percorso individuato.

Per rispondere, scrivere una mail ai seguenti indirizzi:

comunistisinipop.lombardia@gmail.com

giovanna.bastone@fastwebnet.it (Responsabile Provinciale CSP Milano)

perugini@alice.it ( Responsabile Regionale CSP Lombardia)

Telefonare al seguente n° di cellulare: 3491078013

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